|
Da molti anni lavoro come libera professionista, durante
e dopo un lungo periodo di attività professionale come psicoterapeuta
dipendente ASL, svolta nei consultori familiari nati alla fine degli anni
settanta.
Era l’epoca
in cui il lavoro sul territorio metteva a contatto lo psicologo con
un’utenza complessa: bambini, adolescenti, adulti, coppie ed enti
scolastici di zona. La mia formazione ad orientamento psicoanalitico-relazionale
ha contribuito quindi a focalizzare il mio campo di interesse verso il disagio di soggetti adulti.
Ho
cominciato quindi ad occuparmi delle coppie
in conflitto.
Durante il
mio percorso professionale ho anche avuto modo di entrare in contatto con
la realtà del paziente cardiopatico,
inevitabilmente attraversato da interrogativi ed incertezze, specialmente
dopo eventi cardiaci acuti, improvvisi e, come tali, altamente debilitanti
non solo per il dolore fisico, ma anche, se non soprattutto, per quello
psicologico. Persone attraversate da interrogativi riguardanti la propria
vita futura, percepita tra un “prima” e un “dopo”. La mia esperienza si è
svolta con pazienti cardiologici ambulatoriali o ricoverati che, dopo un
evento acuto, afferiscono nei centri di riabilitazione.
In varie
realtà sociali ho avuto modo di occuparmi di formazione rivolta ad operatori socio-sanitari: insegnanti,
infermieri e educatori.
|